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Bussola_valori

I valori li possiamo considerare come una bussola che ci mostra la direzione che diamo alla nostra vita. Sono come lanterne che ci guidano nelle scelte importanti.

Possono essere di carattere affettivo (salute,relazioni), operativo (studio, lavoro), sociale, religioso.

Dovremmo farci sempre più spesso domande di questo tipo: quali forze interiori mi muovono nella vita? Come desidero costruire le mie relazioni? Come mi prendo cura di me stesso? Quali attitudini personali desidero coltivare? Dove voglio dirigere la mia strada professionale e con quali risorse?

In ogni ambito: privato, salute, lavoro, sport e relazioni prendersi del proprio tempo per interrogarsi sulla direzione che vogliamo percorrere può aiutarci a non ‘perderci’ e a ritrovare il ‘centro’, dando un senso e un significato alle cose che facciamo e per cui viviamo.

Molti fattori esterni, quali le parole e le esperienze degli altri, i messaggi dei Mass Media, la velocità dei tempi di oggi e spesso il verificarsi di eventi che non prevediamo e che sono fuori dal nostro controllo, ci lasciano temporaneamente disconnessi da noi stessi, con i sensi dei nostri riferimenti interni parzialmente offuscati.

A volte, nel caso della routine è come se fossimo guidati da un pilota automatico, altre invece, ci sentiamo vulnerabili di fronte a eventi che accadono, quasi come se ci venisse a mancare il terreno sotto i piedi e ci sentissimo persi nel vuoto.

Una delusione amorosa, un fallimento lavorativo ci catapultano all’esterno nella sofferenza e nella rabbia vorticosa di analisi e giudizio dei fatti accaduti, lasciandoci assenti a noi stessi.

Anche le nostre fluttuazioni emotive ed i pensieri che prendono forma di giudizi, dubbi, preoccupazioni, cercano di portarci fuori strada e farci perdere il contatto con i nostri valori.

Se spesso ci sentiamo risucchiati da qualcosa che stride con noi e il nostro sentire, persi e vulnerabili di fronte a incertezze per cui le uniche domande che ci vengono in mente sono “adesso cosa faccio?”, “non so se sono capace”, “da qui non ci salto fuori”, riuscissimo a compiere il piccolo gesto di riprendere contatto con noi stessi, sarebbe già un grande passo!

E in questo spazio, cosa fare? Riprendere una gentile confidenza con noi stessi, rimanendo ancorati nel respiro, riportandoci lì con l’attenzione.

E mentre noi siamo presenti, chiediamoci: “quali sono i miei scopi, le mie forze profonde che mi muovono verso una cosa o un’altra?”, “con quali caratteristiche affettive desidero costruire una relazione?” “al di là di quello che dicono gli altri, io cosa scelgo per il mio benessere?”.

Calandoci in questa prospettiva, attraverso buone domande, ciò che prima era dubbio, analisi, rimuginio, automatismo, diventa contatto, consapevolezza, movimento, immagini e in questo sfondo possiamo riorientare la nostra bussola verso la giusta direzione.

 

Veronica Baiocchi