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piatto vuoto

A cosa mi riferisco quando dico a qualcuno o a me stessa: -ti hanno servito ‘il piatto vuoto delle emozioni?’-

E’ un’espressione che ho creato per indicare una condizione in cui viene messa una persona nel momento in cui dall’altra parte, il suo interlocutore (madre, padre, partner, amico) comunica attraverso la distanza emotiva; cioè fa percepire all’altro una frattura, un distacco nella relazione che si manifesta con un appiattimento dell’espressione delle emozioni e dei sentimenti di gioia, affetto, attenzione e partecipazione.

Quando e perché può accadere questo? Avviene e soprattutto si percepisce, quando due persone vivono un legame profondo e sono collegate da sentimenti di affetto, amore, amicizia.

Perché avviene? Perché in alcune situazioni di litigi, discussioni, confronti accesi la relazione entra spesso in uno stato di analisi e verifica che non viene espresso tramite un confronto utile e costruttivo tra le parti, ma ne mette in discussione la continuità, il buon esito e in cima a tutto mina il riconoscimento della presenza delle parti, dell’essere visti nella relazione e nei sentimenti reciproci.

Di solito è la parte che esce dal conflitto apparentemente più indebolita e toccata a vivere gli effetti del piatto vuoto delle emozioni, che le rimanda l’interlocutore nel farle percepire l’inadeguatezza, il senso di colpa, il sentirsi sbagliato/a, non amabile e all’altezza dell’altro. Una delle domande più frequenti che si fa il nostro giudice interiore di fronte a questo scenario è: ‘cosa ho fatto di sbagliato? Dove non vado bene’?

Come fare per gestire questa condizione, in cui l’altra persona ti fa sentire la sua distanza emotiva, è fredda e non ti parla più nel linguaggio morbido e zuccheroso che piace tanto?

Nell’attesa che il ghiacciolo si sciolga, puoi iniziare a fare spazio a una forma di dialogo con te stesso meno censoria e più esplorativa, in cui ti permetti di rimanere in silenzio e lasci emergere ciò che sta sotto il ‘botta e risposta’ incessante dei pensieri.

E’ il ‘non detto’, fatto di respiri e sensazioni, cioè tutto ciò che possiamo immaginare come il sottobosco che fa da fondo alla parte più esposta del manto boschivo, a saperne di più e a condurti in uno stato di maggior tranquillità, conoscenza ed equilibrio.

Se ti presentano un piatto vuoto di emozioni, approfitta per cibartene più che puoi”

 

Veronica Baiocchi