Home > IN PRIMO PIANO > L’importanza del concedersi e prendersi tempo
onda perfetta

In ogni ambito della nostra vita, cerchiamo di fare di tutto pur di avere una strada il più possibile facile e lineare, scongiurando intoppi e possibili cambi di direzione. Ma quando la vita ci mette nella condizione di dover fare delle scelte e prendere decisioni di fronte ad un cambio di rotta, noi come affrontiamo la situazione?

Di solito reagiamo ‘di petto’! Vogliamo prendere decisioni battendo i secondi dell’orologio, cerchiamo di toglierci tutti i dubbi possibili che sorgono da alcune situazioni, perché li consideriamo elementi di fastidio e disturbo.

E quando decidiamo, spinti dalla fretta di arrivare al più presto ad una soluzione, magari dopo aver fatto giusto due ragionamenti veloci, magari anche basati su esperienze passate o addirittura di altre persone, siamo certi di aver fatto la scelta migliore per noi e in linea con i nostri progetti?

Quante volte, invece, scegliamo non per il nostro meglio? E perché lo facciamo?

La risposta sta nel fattore ‘tempo’: abbiamo la convinzione che decidere nel più breve tempo possibile sia un valore aggiunto alla nostra qualità di vita. Pensiamo che questo ci renda efficaci e performanti in una società che corre veloce e ci vuole sempre “sul pezzo”.

In realtà, spesso e volentieri, le cose migliori arrivano se impariamo a prenderci del tempo. Un tempo che diventa sospeso, dilatato, in cui non ragioniamo troppo sulla situazione. Sappiamo che c’è, ma proviamo a lasciarla lì e aspettiamo.

Per farvi comprendere meglio il valore di un ‘buon tempo’ uso la metafora del surfista.

Lui ha un obiettivo, eccome se ce l’ha: cavalcare l’onda perfetta. E per raggiungerlo potrebbe fare davvero in fretta, prendendo la prima onda che si gonfia davanti a lui, ma non è quello che vuole.

Il surfista esperto cosa fa? Aspetta. Si lascia ondeggiare, rimanendo a galla sulla sua tavola. Prende tempo, osserva i segnali del vento e i movimenti della corrente, misura attentamente il livello delle onde in arrivo.

Quando il surfista si cala in questo stato che chiamo ‘sospeso’, dove non è importante prendere l’onda il più velocemente possibile , ma piuttosto concedersi il tempo necessario, allora avrà ottime probabilità che l’onda che sceglie di cavalcare è quella giusta, perfetta per lui.

Anche noi, a volte, di fronte a scelte e decisioni da prendere, dovremmo immaginarci come surfisti, capaci di saper aspettare la nostra onda perfetta.

Veronica Baiocchi